Mazara del Vallo (TP), Le GEZ impegnate in prima linea per la salvaguardia della Tonnarella

Mazara del Vallo (TP). Continua senza sosta l’attività di vigilanza venatoria prevista dalla legge nazionale 157/92 di cui le GEZ della provincia trapanese hanno i decreti.
FareAmbiente – laboratorio verde Mazara del Vallo è impegnata nell’opera di salvaguardia della laguna della Tonnarella con ottimi risultati. FareAmbiente è in prima linea in questa battaglia.

 

 

 

 

 

NOTE STORICHE

 

Nel 1985, in previsione dell’atterraggio della bretella stradale ANAS “Soprelevata” tra il porto di Mazara

del Vallo e la spiaggia di Tonnarella, è stato chiuso, con l’erezione di una diga foranea, un tratto di mare che

ha assunto le caratteristiche di una laguna (habitat prioritario, Allegato 1, D. 92/43 CEE, codice 1150). Prima

che avvenisse la trasformazione, il tratto di mare era, comunque, una “zona umida” a tutti gli effetti, dato

che il livello idrico in regime di alta marea, fino a dove è stata eretta la diga, non superava i sei metri. La

zona umida anche allora accoglieva importanti habitat naturali d’interesse comunitario: “Praterie di

Posidonie” (altro habitat prioritario codice 1120 ), “Scogliere” (habitat codice 1170), “Vegetazione annua

delle linee di deposito marine” (habitat codice 1210). L’immissione di sedimenti, tra il 2001 e il 2003, nel

corso di una pulizia dei fondali del vicino porto, con la chiusura della bocca d’oriente, ne ha ridotto il livello

idrico (anche se la marea continua a regolarlo) e ha creato delle spianate di fango affioranti che nel breve

volgere di tempo (circa due anni) sono state ricoperte in parte d’importante vegetazione tipica di questi

ambienti: Salicornietum radicantis (habitat protetto codice 1310), Juncetum maritimi, Juncetum subulati

salicornietosum, Phragmitetum. L’ecosistema creatosi in seguito all’abbandono, ironia del caso, si è

arricchito di altre biocenosi, in particolare di uccelli acquatici che vi svernano in gran numero, nonostante lo

specchio acqueo non superi i 10 ha. Il Fratino, Charadrius alexandrinus, e il Fraticello, Sterna albifrons, vi si

riproducono e se non fosse per là predazione dei cani inselvatichiti le nidificazioni dei due Caradriformi

sarebbero molto più abbondanti. La zona ricade nella parte di Mazara del Vallo a più alta vocazione turistica

per cui, anche al fine dello sviluppo socio-economico, merita maggiore tutela e cura.

 

 

 

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